COME NASCE L' IDEA DI UNA CANTINA SOCIALE?
Intervista a Francesco Colombi
Per capire come si è costituita la Cantina Sociale di Broni bisogna partire da alcune premesse di carattere storico.Anzitutto è bene chiarire subito che tutte le cooperative si creano sempre sotto la spinta delle necessità: le singole entità produttive sentolo l' esigienza di riunire le forze quando si trovano nell' impossibilità di collocare il prodotto (nel nostro caso l'uva) ad un prezzo renumerativo.Nel secolo scorso non si avvertiva alcuna necessità di cooperazione; Nell' Oltrepo non c'erano cantine, perchè la nostra era una zona di viticoltori che esportava interamente l'uva prodotta vendendola ai ristoranti del milanese, del pavese etc... Quando alla fine dell' ottocento una grave epidemia di filossera causò la morte dei vigneti, ci fu la grande crisi che provocò notevoli conseguenze per il territorio: per la prima volta si sviluppò un' attività vivaistica e la prima fascia collinare venne ricostruita in tempi brevi, secondo i metodi sviluppati in Francia.Poichè l' alta produzione di un vigneto avviene soprattutto nei primi dieci anni, la conseguenza fu una produzione altissima, molto più elevata di quanto potesse assorbire il mercato dell 'epoca. All' inizio di questo secolo il valore dell' uva crollò, e come risposta a questo fenomeno necativo, nacquero le prime cantine sociali dell' Oltrepo Pavese.Iniziò Stradella con una sorta di "federazione" che comprendeva anche i comuni di Montù Beccaria, S. Damiano al Colle, Montescano...
A Broni un curato tentò di mettere insieme i soci per formare una cantina ma l' esperimento non diede buoni risultati:probabilmente le esperienze dei fallimenti avvenuti nel frattempo a Canneto e Scorzoletta frenavano la creazione di una cantina a Broni